Cuore di cane di Michail Bulgakov

Un cane viene sezionato in laboratorio; lo stesso cane inizia a raccontare la propria storia: la sua è una voce di dolore, il dolore di chi, stremato da fame e freddo, sente ormai vicina la fine. Ma d’improvviso un gesto di pietà: questo viene da un signore dal bel cappotto, un signore con un salame in mano e con una casa a sette stanze. Può l’aspetto ingannare? Questo un cuore di cane non lo può credere, e si fa docile al richiamo. La verità è invece un’altra, le verità degli uomini sono sempre altre: serviva una cavia, e quale migliore scelta di quell’essere debole sul ciglio di una strada! Lo scopo: il progresso della scienza? certo che no: il denaro! Ma qualcosa non va come dovrebbe, e quello che avrebbe dovuto essere un esperimento di ringiovanimento si trasforma in un’incredibile mutazione: il cane diventa una specie d’uomo. Cosa fare di questo essere? Innanzitutto “depurarlo” dai suoi istinti bestiali: civilizzazione! Ma non è così facile come sembra: Pallinov (questo il nome) morde, sputa per terra, insulta; più in generale, non ne vuole sapere di essere un uomo, lui che non aveva chiesto a nessuno di esservi trasformato. La situazione cambia quando entra in contatto con il Comitato del proletariato: comincia infatti a capire quali possano essere i vantaggi e le comodità della sua nuova condizione. Reclama dunque un’identità, dei documenti. E viene accontentato: è finalmente un vero uomo, ora anche lui ha dei veri diritti. Fra di essi il sesso! E l’occasione non si fa attendere: si macchia di uno stupro; a farne le spese la cameriera del suo “paparino”, il prof. Philip Philippovic. Il motivo è da ricercare nell’ipofisi sostituita: apparteneva ad un criminale. Ma non è tutto! Manipolato dal Comitato, egli ne sposa la filosofia: vuole dunque che la ricchezza sia spartita, prima fra tutte, quella del borghese professore, anche se l’uomo non ne vuole sapere. Ma il Comitato non si arrende! Si profila una soluzione: incaricare Pallinov (fin troppo debitore al Comitato stesso) dell’assassinio del cattivo “paparino”; in cambio, potrà finalmente ottenere un lavoro. Pallinov accetta. Ecco il momento: Pallinov tende il braccio, la mano armata della pistola del Comitato; la vittima designata rivolge verso di lui lo sguardo sbalordito ed agghiacciato; l’istinto (e a teatro le maschere) lo esorta all’azione; nessun impedimento all’esecuzione. Attesa. Immobilità. Nessuno sparo. Orrore e vergogna negli occhi di Pallinov. Commiserazione in quelli del professore. Si riesce ora a leggere nei pensieri dei personaggi: “Voglio tornare cane!”- pensa Pallinov; “Deve tornare cane!”- riconosce il professore. Ed è quel che verrà fatto! Parte a questo punto un completo flashback sulla vicenda, su quelli che sono stati i suoi sviluppi. Pallinov. La sua crudeltà. Cuore di cane o cuore di uomo???

Armando D’Ambrosio

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Un pensiero su “Cuore di cane di Michail Bulgakov

  1. Questo è un libro di carattere BIOETICO: quindi non è altro che lo studio sistematico della condotta umana sulle scienze della vita e della salute….dunque riflessione di filosofia morale su questioni di carattere medico-scientifico…ahimè crudeli!

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